Fino al 16,2% annuo con il Certificate su Enel, Prysmian e Siemens Energy

Cedola mensile condizionata dell’1,35% con effetto memoria, soglia cedolare che scende ogni mese dal 90% al 60% e barriera capitale al 60% osservata solo a scadenza. Il certificate di Vontobel in sintesi.
Il Certificate in breve
Una cedola dell’1,35% al mese, pari al 16,2% annuo lordo indicativo, con effetto memoria, e una barriera capitale al 60% del valore iniziale, che assorbe un ribasso fino al 40% del titolo peggiore. Sono i due numeri di ingresso del Cash Collect emesso da Vontobel su un paniere worst of composto da Enel, Prysmian e Siemens Energy, negoziabile sul SeDeX dal 4 settembre. Nella mattinata del 21 ottobre il certificato quotava 95,20 euro in denaro e 96,20 in lettera, sotto il nominale di 100 euro.
Il tratto che distingue questo certificato dalla gran parte dei Cash Collect in circolazione è che sia la soglia per le cedole sia quella per il rimborso anticipato scendono nel tempo. La soglia cedolare è partita dal 90% del valore iniziale alla prima osservazione del 5 ottobre e cala di un punto percentuale al mese fino al 60%. La soglia di rimborso anticipato parte dal 100% a luglio 2027 e scende anch’essa di un punto al mese, fino al 75%.
La conseguenza più rilevante riguarda la scadenza. La soglia cedolare finale e la barriera capitale coincidono, entrambe al 60%. Grazie all’effetto memoria, se alla valutazione finale del 3 settembre 2029 nessuno dei tre titoli ha perso più del 40%, l’investitore riceve il nominale e tutte le cedole non ancora incassate: un unico livello decide sia il capitale sia il recupero dell’intero flusso cedolare.
Il paniere ha una logica industriale precisa: elettricità. Generazione e distribuzione con Enel, cavi e sistemi di trasmissione con Prysmian, turbine, reti e trasformatori con Siemens Energy.
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I numeri che contano
16,2%
Il rendimento potenziale indicativo, che corrisponde a 48,60 euro per certificato nell’arco dei tre anni se tutte le cedole vengono pagate. Su 10.000 euro di nominale sono fino a 1.620 euro all’anno, cioè 4.860 euro in tre anni, al lordo della tassazione.
1,35% al mese
L’importo della cedola mensile per certificato. Le osservazioni sono 36, dal 5 ottobre 2026 al 3 settembre 2029, con il primo pagamento fissato al 12 ottobre 2026. Su un nominale di 10.000 euro, cioè cento certificati, la cedola vale fino a 135 euro al mese.
Dal 90% al 60%
La soglia per il pagamento delle cedole, che se non pagate restano in memoria, scende di un punto percentuale a ogni osservazione mensile: 90% alla prima del 5 ottobre 2026, 80% all’undicesima, 70% alla ventunesima, 60% dalla trentunesima in poi.
5 luglio 2027
La prima data utile per il rimborso anticipato, cioè la decima osservazione mensile. Le date di richiamo sono 26, fino al 3 agosto 2029, e la soglia scende dal 100% del valore iniziale al 75% dell’ultima.
La carta d’identità del certificate di Vontobel (DE000BD5Z7A7)
| Emittente | Vontobel Financial Products GmbH, Francoforte sul Meno (garante Vontobel Holding AG, Zurigo) |
| Rating | A3 (Moody’s), riferito al garante Vontobel Holding AG |
| Sottostanti | Enel, Prysmian, Siemens Energy |
| Premio mensile | 1,35% = 1,35 euro per certificato (16,2% annuo indicativo) |
| Barriera premio | Dal 90% al 60% del valore iniziale (decrescente di un punto al mese, osservata a ogni data mensile; fissa al 60% dalla 31ª osservazione) |
| Barriera capitale | 60% del valore iniziale (europea, osservata solo a scadenza), protegge da ribassi fino a -40% |
| Durata | 3 anni. Emissione: 4 settembre 2026, Valutazione finale: 3 settembre 2029 |
| Tipologia | Memory Multi Cash Collect Barrier Express (Cash Collect a memoria) |
| Autocall | Sì, a partire dal 5 luglio 2027, con soglia decrescente dal 100% al 75% del valore iniziale |
| Effetto memoria | Sì, i premi non pagati si accumulano |
| Taglio | 100 euro per certificato |
Un paniere sui big dell’energia
Enel — Al 21 ottobre quotava intorno ai 9,14 euro, l’1,5% sopra il valore iniziale di 9,001, con una capitalizzazione di oltre 90 miliardi. La semestrale del 30 luglio ha portato l’EBITDA ordinario a 11,84 miliardi, in crescita del 3,2%, e l’utile netto ordinario a 3,93 miliardi, con la guidance 2026 confermata sulla parte alta del range. Il piano presentato a febbraio prevede 53 miliardi di investimenti, concentrati in larga parte sulle reti. Nel 2026 il gruppo ha distribuito 0,49 euro per azione in due tranche, a gennaio e a luglio. I risultati dei primi nove mesi sono attesi l’11 novembre. Tra i tre è il titolo con il margine più ampio sulla barriera capitale, fissata a 5,401 euro.
Prysmian — Al 21 ottobre quotava intorno ai 105,8 euro, circa l’11% sotto il valore iniziale di 119,10, con una capitalizzazione di circa 33 miliardi. Il 19 ottobre il gruppo ha completato l’acquisizione dell’americana Atkore, a 95 dollari per azione in contanti e per un valore d’impresa di circa 3,8 miliardi di dollari: la società sarà consolidata nei conti da novembre, con sinergie stimate in circa 150 milioni di dollari annui entro tre anni. L’operazione segue l’accordo quadro con Molex del 20 luglio, da 5,5 miliardi di euro su un orizzonte fino a dieci anni, per la fornitura di cavi ottici destinati ai data center, e una semestrale con l’EBITDA rettificato del secondo trimestre a 730 milioni, in crescita del 20,7%, e la guidance 2026 alzata a 2,8-2,9 miliardi. I conti del terzo trimestre sono in calendario il 29 ottobre; a inizio ottobre il consenso raccolto da Bloomberg indicava un EBITDA trimestrale intorno ai 780 milioni. La barriera capitale è a 71,46 euro.
Siemens Energy — Al 21 ottobre quotava intorno ai 131 euro, circa l’8% sotto il valore iniziale di 142,24, con una capitalizzazione di oltre 110 miliardi: è di gran lunga il titolo più grande del paniere. La trimestrale del 5 agosto ha registrato ordini per 17,9 miliardi e ricavi a 11,4 miliardi, in crescita del 18,5%, con il portafoglio ordini di gruppo salito a 162 miliardi e Siemens Gamesa tornata all’utile trimestrale per la prima volta dall’esercizio 2022. A luglio il gruppo si è aggiudicato una fornitura di turbine a gas da circa 4,6 miliardi di dollari per un impianto da 932 MW in Alberta destinato ad alimentare un data center adiacente. Il 30 settembre la società ha confermato le previsioni per l’esercizio, con una crescita dei ricavi comparabili tra il 14% e il 16% e la redditività attesa nella parte alta della forchetta. I risultati annuali sono attesi l’11 novembre. La barriera capitale è a 85,34 euro.
Valori iniziali e barriere
| Sottostante | Ticker | Borsa | Valore Iniziale | Soglia Autocall (dal 100% al 75%) | Barriera Premio (dal 90% al 60%) | Barriera Capitale (60%) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Enel | ENEL IM | Euronext Milan | 9,001 € | 9,001 € → 6,751 € | 8,101 € → 5,401 € | 5,401 € |
| Prysmian | PRY IM | Euronext Milan | 119,10 € | 119,10 € → 89,33 € | 107,19 € → 71,46 € | 71,46 € |
| Siemens Energy | ENR GY | XETRA | 142,24 € | 142,24 € → 106,68 € | 128,02 € → 85,34 € | 85,34 € |
Ogni mese, alla data di osservazione, si confronta il prezzo di chiusura di ciascuno dei tre titoli con la soglia cedolare valida per quella data. Se tutti e tre chiudono pari o sopra la rispettiva soglia, la cedola da 1,35 euro per certificato viene pagata. Se anche uno solo si trova sotto, la cedola resta in memoria.
La soglia non è costante: è partita dal 90% del valore iniziale il 5 ottobre 2026 e scende di un punto percentuale a ogni osservazione, fino a stabilizzarsi al 60% dalla trentunesima in poi. Per Enel significa 8,101 euro alla prima data e 5,401 euro nell’ultimo semestre; per Prysmian 107,19 e 71,46 euro; per Siemens Energy 128,02 e 85,34 euro.
Alla prossima osservazione del 3 novembre la soglia sarà all’89%: 8,011 euro per Enel, 106,00 per Prysmian, 126,59 per Siemens Energy. Se la cedola di novembre non dovesse scattare, resterebbe in memoria: la soglia continua a scendere di un punto al mese e la cedola rinviata verrebbe recuperata alla prima osservazione utile.
L’effetto memoria è pieno, e con lo step-down lavora in modo particolarmente favorevole: una cedola non pagata a una soglia alta può essere recuperata più avanti, quando la soglia si è abbassata, anche senza che il titolo sia risalito ai livelli di partenza.
Facciamo un esempio su 100 certificati, equivalenti a 10.000 euro di nominale:
Osservazione | Soglia cedolare | Situazione del titolo peggiore | Pagamento |
1ª (5 ottobre 2026) | 90% | 87% del valore iniziale | 0 € (1 cedola in memoria) |
2ª (3 novembre 2026) | 89% | 87% del valore iniziale | 0 € (2 cedole in memoria) |
3ª (3 dicembre 2026) | 88% | 88% del valore iniziale | 405 € (2 cedole recuperate + quella del mese) |
Nell’esempio ipotetico il titolo peggiore non si è mosso di un centesimo tra la seconda e la terza osservazione: è la soglia a essersi abbassata fino alla sua quotazione.
Dalla decima osservazione mensile, il 5 luglio 2027, entra in vigore la clausola di richiamo automatico. Se in una di quelle date tutti e tre i titoli chiudono pari o sopra la soglia di rimborso valida per quella data, il certificato si estingue: l’investitore riceve i 100 euro di nominale più la cedola di quel mese e le eventuali cedole in memoria.
Anche qui la soglia scende progressivamente. Parte dal 100% del valore iniziale il 5 luglio 2027 e cala di un punto percentuale a ogni data successiva, fino al 75% del 3 agosto 2029, ultima delle ventisei date di richiamo. Per Enel la soglia passa da 9,001 a 6,751 euro, per Prysmian da 119,10 a 89,33 euro, per Siemens Energy da 142,24 a 106,68 euro.
Il prezzo del certificate attualmente sotto la pari si potrebbe tradurre in maggior rendimento anche in caso di uscita anticipata. Chi acquista oggi in lettera a 96,20 euro e vedesse il certificato richiamato alla prima data utile incasserebbe nove cedole, per 12,15 euro, più 3,80 euro di differenza tra prezzo di acquisto e rimborso: un rendimento potenziale del 16,6% in meno di nove mesi, pari a circa il 23% su base annua. Per il richiamo a quella data servono tutti e tre i titoli pari o sopra il valore iniziale; con il passare dei mesi la soglia scende e all’ultima data utile basta il 75%.
Cosa succede a scadenza
Se il certificato non è stato richiamato prima, alla valutazione finale del 3 settembre 2029 si guarda il livello dei tre titoli rispetto alla barriera capitale, fissata al 60% per tutti.
Se nessuno dei tre chiude sotto il 60% del proprio valore iniziale, l’investitore riceve i 100 euro di nominale, più l’ultima cedola e tutte le cedole in memoria: a quella data la soglia cedolare coincide con la barriera capitale, e superare l’una significa superare anche l’altra. Non è prevista alcuna partecipazione al rialzo: qualunque cosa facciano i tre titoli, anche se raddoppiano, il rimborso massimo resta il nominale più le cedole da incassare e fino a quel momento incassate.
Se anche uno solo chiude sotto il 60%, il rimborso segue linearmente la performance del titolo peggiore: 100 euro moltiplicati per il rapporto tra valore finale e valore iniziale di quel titolo. Un titolo al 45% del valore di partenza si traduce in un rimborso di 45 euro, con una perdita in conto capitale del 55%, fino al caso estremo dell’azzeramento.
I punti di forza
- Cedola dell’1,35% al mese con effetto memoria pieno, su un paniere di tre sole società a larga capitalizzazione
- Soglia cedolare decrescente, che riduce progressivamente il rischio di saltare i pagamenti con il passare dei mesi
- Soglia cedolare finale e barriera capitale coincidenti al 60%: a scadenza un solo livello decide il rimborso del capitale e il recupero delle cedole arretrate
- Soglia di rimborso anticipato anch’essa decrescente, dal 100% al 75%, che rende il richiamo più probabile senza richiedere un recupero pieno dei sottostanti
- Effetto memoria che, combinato con lo step-down, consente di recuperare cedole arretrate anche senza un rialzo dei titoli
- Barriera capitale di tipo europeo, osservata una sola volta alla valutazione finale e non lungo tutta la vita del prodotto
- Paniere di tre nomi anziché quattro o cinque, con meno titoli che possono determinare l’evento barriera
- Tema industriale coerente, con portafogli ordini documentati nei conti più recenti delle tre società
- Prezzo sul secondario sotto il nominale (96,20 euro in lettera il 21 ottobre), con cedole e rimborso calcolati sempre su 100 euro
- Taglio da 100 euro, che rende il prodotto accessibile anche su importi contenuti
I principali rischi
La protezione vale solo alla valutazione finale del 3 settembre 2029 e solo se nessuno dei tre titoli ha perso oltre il 40%. In caso contrario la perdita è proporzionale all’andamento del titolo peggiore.
I certificati sono emessi da Vontobel Financial Products GmbH e garantiti da Vontobel Holding AG, con rating A3 (Moody’s) riferito alla garante. In caso di insolvenza di Vontobel Financial Products GmbH o della garante Vontobel Holding AG, o di applicazione degli strumenti di risoluzione bancaria, l’investitore diventa un creditore ordinario indipendentemente dall’andamento dei tre titoli. I certificati sono strumenti di debito non coperti da sistemi di protezione dei depositi.
Il certificato è quotato sul SeDeX di Borsa Italiana, dove Bank Vontobel Europe AG opera come liquidity provider e propone in continuo prezzi in denaro e in lettera, con uno spread di 1 euro nella mattinata del 21 ottobre. Il prezzo sul secondario riflette l’andamento dei sottostanti e le condizioni di mercato: chi vende prima della scadenza può ottenere un importo diverso dal nominale, anche inferiore. A scadenza il rimborso è determinato dalla performance dei sottostanti.
Vantaggi fiscali potenziali
Tassazione: 26% su premi e plusvalenze
Compensazione minusvalenze: I premi generano redditi diversi compensabili con perdite pregresse nel “zainetto fiscale” (entro 4 anni dalla realizzazione della minusvalenza).
Perché è utile? chi ha minusvalenze da recuperare può incassare i premi di questo certificato in tutto o in parte esentasse fino a copertura delle minus, ottimizzando l’efficienza fiscale del portafoglio.
Disclaimer: Le informazioni hanno carattere generale e non costituiscono consulenza tributaria. La normativa fiscale è soggetta a modifiche. Consultare un commercialista per la propria situazione specifica.
Sintesi finale
Il Cash Collect di Vontobel su Enel, Prysmian e Siemens Energy è un prodotto con una geometria precisa: cedola alta, paniere stretto e tematico, due soglie che si abbassano mese dopo mese. Lo step-down lavora a favore dell’investitore con il passare del tempo, perché avvicina le soglie ai prezzi anche senza un recupero dei titoli, e a scadenza un unico livello, il 60%, decide sia il rimborso del capitale sia il recupero delle cedole in memoria.
Il profilo di chi potrebbe essere interessato è quello di chi ha una lettura costruttiva sul ciclo di investimenti nell’infrastruttura elettrica e sui sottostanti del certificate, un orizzonte coerente con la durata del prodotto e la disponibilità ad accettare un flusso cedolare che nei primi mesi può non essere regolare. Il prezzo sotto la pari, oggi, alza il rendimento potenziale rispetto all’emissione.
Come sempre nei prodotti worst of, l’esito finale dipenderà dal peggiore dei tre titoli, quale che sia. Prima di qualsiasi decisione è indispensabile leggere il KID e le Condizioni Definitive, che contengono gli scenari di performance calcolati secondo la metodologia PRIIPs e il calendario completo delle osservazioni. Il certificato rientra nella categoria ACEPI dei prodotti a Capitale Condizionatamente Protetto.
I documenti ufficiali sono consultabili sul sito dell’emittente.
Articolo aggiornato all’21/10/2026 • ISIN: DE000BD5Z7A7 • Le performance passate non sono indicative di risultati futuri
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