Piazza Affari apre l’ultima seduta di agosto in leggero rialzo e, verso le 9.10, il Ftse Mib segna 52.700 punti, lo 0,16% sopra la chiusura di venerdì a 52.616. Non è un movimento ampio, ma è un movimento con una direzione precisa: a spingere il listino è quasi soltanto l’energia. Eni guadagna il 2,1%, Tenaris quasi il 2%, Saipem l’1,7%; nessuna delle blue chip del paniere si muove oltre il 3% in una direzione o nell’altra, ma la fotografia dei primi minuti è tutta lì.
Il motivo arriva dal fine settimana. Domenica le forze armate statunitensi hanno colpito due lanciarazzi iraniani sull’isola di Larak, nello Stretto di Hormuz: secondo il comunicato del Centcom, reparti dei Pasdaran erano stati osservati mentre preparavano il lancio di razzi con mine navali verso lo stretto. È il primo attacco americano sul territorio iraniano da fine luglio, e Teheran ha risposto colpendo due basi aeree statunitensi in Giordania. Il greggio ha reagito subito: il Brent è tornato sopra i 90 dollari al barile con un rialzo di oltre il 2%, il Wti si è portato attorno agli 85,2 dollari. Si è mosso anche il gas europeo, con il Ttf olandese in rialzo di circa il 3,6% sopra i 69 euro per megawattora.
Il resto d’Europa legge la stessa notizia in modo diverso da Milano. Francoforte cede lo 0,56%, l’Euro Stoxx 50 si muove appena sotto la parità, Parigi guadagna lo 0,22%; Londra è chiusa per il Summer Bank Holiday. La divergenza sembrerebbe soprattutto una questione di composizione dei listini: un indice a forte contenuto industriale e automobilistico come il Dax paga il rincaro dell’energia, mentre Piazza Affari, con il peso di Eni, Tenaris e Saipem, ne beneficia. A Milano restano invece deboli i titoli della difesa — Avio, Leonardo e Fincantieri cedono attorno al punto percentuale: un dettaglio contro-intuitivo in una giornata di tensione geopolitica, che potrebbe riflettere prese di beneficio più che un cambio di scenario.
L’Asia ha chiuso cauta e in ordine sparso: Tokyo cede lo 0,23%, Hong Kong lo 0,28%, Taipei lo 0,76%, mentre Shanghai va in controtendenza con un progresso dello 0,86%. Sull’obbligazionario il rendimento del Btp decennale sale al 4,115% e quello del Bund al 3,285%, con lo spread attorno agli 83 punti base; l’oro arretra dello 0,9% a 4.488 dollari, una reazione che non è quella tipica da fuga verso i beni rifugio. Sul fronte macro la giornata ha un solo appuntamento di peso per l’Europa: alle 14 l’indice dei prezzi al consumo tedesco di agosto, atteso in accelerazione al 2,9% annuo dal 2,8% di luglio. Nel pomeriggio americano tocca al Chicago Pmi, atteso a 57,8 da 57,6.
Il bilancio della settimana appena conclusa
La settimana dal 24 al 28 agosto si è chiusa con Piazza Affari ferma e Wall Street in progresso moderato. Il Ftse Mib ha perso lo 0,1%, chiudendo venerdì a 52.616,12 punti contro i 52.668,04 di sette giorni prima; a New York l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,5% (7.711,76), il Nasdaq Composite lo 0,8% (26.402,42) e il Dow Jones lo 0,5% (53.559,99). A muovere i listini sono stati due appuntamenti: i conti di Nvidia, pubblicati mercoledì sera sopra le attese su utili e guidance, che hanno sostenuto il tecnologico giovedì; e il primo intervento da presidente della Fed di Kevin Warsh a Jackson Hole, venerdì, dopo il quale gli indici americani hanno chiuso tutti in negativo.
Sul fronte dei certificati, nei cinque giorni di contrattazione della settimana scorsa si sono estinti anticipatamente 36 prodotti quotati su Eurotlx, un numero in netto calo rispetto ai 58 della settimana precedente. Tra i sottostanti ricorrono ancora i panieri bancari italiani ed europei — Banco Bpm, Mps, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Barclays, Citigroup — insieme ai panieri di big tech americane e agli indici, in particolare Euro Stoxx Banks.
La bussola della settimana
La prima settimana del mese è, per costruzione, la settimana del lavoro americano: il rapporto sull’occupazione di agosto è atteso venerdì e resta il market mover principale, tanto più dopo la revisione preliminare dell’occupazione non agricola diffusa la scorsa settimana. Prima di allora l’Europa concentra i suoi appuntamenti nei primi due giorni, con i dati sull’inflazione dei singoli paesi, la stima flash dell’eurozona di agosto e gli indici Pmi manifatturieri. Sullo sfondo resta il dossier Hormuz, tornato a essere una variabile quotidiana per il petrolio e, di riflesso, per gli energetici di Piazza Affari; sul fronte domestico prosegue il risiko bancario aperto dieci giorni fa dalle due offerte di Mps su Banco Bpm e Banca Generali.
Un agosto in territorio positivo, ma con l’Italia in coda
Il mese si chiude oggi e alla vigilia dell’ultima seduta il bilancio è positivo ovunque, ma con intensità molto diverse tra le due sponde dell’Atlantico. Rispetto alla chiusura del 31 luglio il Ftse Mib guadagna lo 0,85%, da 52.172,53 a 52.616,12 punti; Wall Street ha fatto molto meglio, con il Nasdaq Composite in progresso del 4,05%, l’S&P 500 del 2,97% e il Dow Jones del 2,05%. Il divario sembrerebbe riflettere il diverso peso della tecnologia legata all’intelligenza artificiale nei due mercati, in un mese in cui quel tema ha continuato a guidare i rialzi americani mentre Piazza Affari si muoveva soprattutto sulle banche.
Sul mercato dei certificati
Anche i certificati chiudono oggi il mese, e il conto delle scadenze anticipate restituisce un agosto tutt’altro che addormentato: nelle venti sedute dal 3 al 28 si sono estinti in anticipo 179 prodotti quotati su Eurotlx, poco meno di nove al giorno, cui va aggiunta la seduta odierna. L’andamento però non è stato lineare. Dopo le 39 estinzioni della prima settimana e le 46 della seconda, il picco è arrivato nella settimana centrale del 17-21 agosto con 58 richiami, seguita dal brusco rallentamento a 36 dell’ultima. Quasi nove prodotti su dieci appartengono alla famiglia Express.
Sui sottostanti il mese ha un protagonista netto, ed è il paniere bancario italiano: Banco Bpm compare in 34 dei prodotti richiamati, Mps in 29, Intesa Sanpaolo in 22, UniCredit e Bper in 21 ciascuna. Seguono, tra gli altri titoli di Piazza Affari, Eni con 18 presenze, Enel con 14 e Generali con 13. Fuori dall’Italia ricorrono soprattutto Commerzbank e Deutsche Bank, mentre sul versante americano tornano i panieri tecnologici costruiti attorno a Nvidia; tra gli indici l’Euro Stoxx Banks resta il più utilizzato. Il quadro sembrerebbe coerente con la stagione dei bancari europei: barriere fissate su titoli che nel corso dell’anno hanno corso molto, e che al momento della rilevazione periodica si trovano sopra il livello di richiamo.
Sul fronte delle nuove quotazioni la giornata parte in sordina: al momento in cui scriviamo non risultano avvisi di inizio negoziazione datati oggi sul SeDeX, mentre sul Cert-X hanno preso il via tre prodotti, un Cash Collect Autocallable di UniCredit Bank, un Express di Santander International Products e un Cash Collect di Mediobanca.
Sul fronte delle scadenze, venerdì sono stati richiamati anticipatamente cinque certificati quotati su Eurotlx, tutti della famiglia Express. Il dettaglio nella tabella qui sotto.
Estinzioni anticipate del 28 agosto 2026
Fonte: Borsa Italiana, Eurotlx — elenco eventi di estinzione anticipata
| Data / ora | ISIN | Prodotto | Sottostante |
|---|---|---|---|
| 28/08/26 · 22.00 | IT0006777343 | Mrx Exp Bpm/Stm/Gs 50 060128 | BANCO BPMSTMICROELECTRONICSGOLDMAN SACHS |
| 28/08/26 · 22.00 | CH1550439652 | Lq Exp Barc/Citi/Isp 50 050629 | BARCLAYSCITIGROUPINTESA SANPAOLO |
| 28/08/26 · 17.40 | XS2878527386 | Sgi Exp Banca Monte P. Siena 55 051228 | BANCA MPS |
| 28/08/26 · 17.35 | XS3247145967 | Bar Exp Thyss/Byr/Siem 60 040827 | THYSSENKRUPPBAYERSIEMENS |
| 28/08/26 · 17.30 | LU3396981634 | Bil Exp A2a/Bmps/Race/Ucg 60 040629 | A2ABANCA MPSFERRARIUNICREDIT |






