Piazza Affari riparte oggi dai 53.706 punti di ieri (+0,08%, su scambi tipicamente agostani da 2,6 miliardi di euro), con il resto d’Europa chiuso in ordine sparso e i future ancora privi di indicazioni nette. La giornata sarà dominata dall’inflazione Usa di luglio, attesa alle 14:30 al 3,4% annuo dal 3,5% di giugno, con il dato core al 2,5%: un’indicazione più calda del previsto raffredderebbe le speranze di un taglio Fed a settembre, un dato in linea o più mite le rafforzerebbe.
Da fine luglio il Ftse Mib guadagna il 2,9%, il Dow Jones il 2,8%, l’S&P 500 il 3,5% e il Nasdaq il 4,9%: ad agosto, complici i volumi ridotti, il mercato non si ferma mai davvero. Colpisce che il rialzo continui in un anno di midterm election, quando storicamente i mesi centrali del ciclo presidenziale (aprile-settembre) sono il tratto più debole per Wall Street: quest’anno l’azionario Usa guadagna invece circa il 13% da fine marzo. Tre letture convivono senza che nessuna prevalga: il gradimento di Trump sceso al 34% (Pew Research) apre alla prospettiva di un Congresso più equilibrato, letta da alcuni come minore incertezza sulle policy; gli utili dell’S&P 500 crescono di circa il 24% quest’anno, spinti anche dagli investimenti in intelligenza artificiale; ma le valutazioni restano tese, con il Cape ratio di Shiller sopra quota 41-42, un livello toccato solo nella bolla dot-com di fine anni Novanta.
Sul mercato dei certificati
Intanto i dati di Borsa Italiana ed Euronext sul segmento SeDeX & Cert-X restituiscono un mercato dei certificati che continua ad allargarsi anche quando gli scambi rallentano. A fine luglio i prodotti quotati hanno raggiunto quota 40.979 (31.773 su SeDeX, 9.206 su Cert-X), in crescita di quasi il 22% rispetto ai 33.619 di fine dicembre 2025. Il turnover mensile si è invece fermato a 3.248,8 milioni di euro su 332.216 contratti, contro i 3.584,8 milioni e 351.234 contratti di giugno: un calo rispettivamente del 9,4% e del 5,4%. Da inizio anno il controvalore scambiato resta comunque solido, a 23,7 miliardi di euro su quasi 2,5 milioni di contratti.
Guardando alle classi Acepi, la fotografia da inizio anno mostra due mercati distinti. I certificati di investimento — capitale protetto, cash collect, express — sono solo il 31% del listino per numero di codici ma valgono il 66% del turnover, 15,7 miliardi di euro; warrant e certificati a leva sono invece il 69% dei prodotti quotati ma pesano appena il 34% degli scambi, circa 8 miliardi. Nel dettaglio, il condizionatamente protetto (cash collect ed express) è la categoria che genera più turnover in assoluto da inizio anno, 8 miliardi, seguito dal capitale protetto/garantito con 6,7 miliardi e dalla leva fissa con quasi 5 miliardi; i turbo, pur essendo il 35% di tutti i prodotti quotati, generano appena il 9,5% del turnover, mentre i covered warrant, il 27% del listino, si fermano al 3,3%. Tra i prodotti più scambiati di luglio spiccano un express su un paniere di titoli tedeschi (Bayer, Porsche, Infineon), un express sui semiconduttori (Sandisk, Intel, STMicroelectronics, Nvidia) e tre diversi cash collect autocallable — di emittenti diversi — costruiti sullo stesso paniere di quattro indici, Euro Stoxx 50, Nasdaq, Nikkei 225 e S&P 500.
Sul fronte degli emittenti, il mercato racconta due classifiche diverse a seconda del metro di misura. Per numero di prodotti quotati comanda BNP Paribas con 11.314 certificati (27,6% del listino), seguita da Vontobel, Unicredit e Société Générale. Ma per turnover generato da inizio anno il primo posto è di Intesa Sanpaolo, che con appena 1.180 prodotti in listino genera 5,8 miliardi di euro, quasi un quarto di tutti gli scambi del mercato; seguono Société Générale (4,8 miliardi), BNP Paribas (3,6 miliardi), Unicredit (3 miliardi) e Vontobel (2,2 miliardi). È la controprova che nei certificati un listino ampio non implica un mercato liquido: anche Marex e Leonteq, con meno di mille prodotti quotati ciascuno, generano turnover superiori a emittenti con cataloghi molto più ampi. Dall’altro lato è evidente che la rete commerciale di Intesa è difficilmente replicabile per molti degli attori presenti sul mercato.
Le estinzioni anticipate di ieri – 11 agosto 2026
Ieri sono stati richiamati anticipatamente sette certificati, tra worst-of su singoli titoli e panieri bancari e assicurativi. Il dettaglio nella tabella qui sotto.
Estinzioni anticipate dell’11 agosto 2026
Fonte: Borsa Italiana, Eurotlx — elenco eventi di estinzione anticipata
| Data / ora | ISIN | Prodotto | Sottostante |
|---|---|---|---|
| 11/08/26 · 22.00 | LU3373442675 | Bil Exp Bpm/Citi/Cbk/Sg 180529 | BANCO BPMCITIGROUPCOMMERZBANKSOCIETE GENERALE |
| 11/08/26 · 22.00 | IT0006773037 | San Exp Intel 50 180227 | INTEL |
| 11/08/26 · 17.40 | XS2395161149 | Sgi Cc Mps/Ferrari/Brunello 55 200428 | BANCA MPSFERRARIBRUNELLO CUCINELLI |
| 11/08/26 · 17.35 | IT0006775628 | Mrx Exp Bami/Dbk/Stmpa/Eni 40 220529 | BANCO BPMDEUTSCHE BANKSTMPAENI |
| 11/08/26 · 17.35 | XS3351292613 | Bar Exp Bper/G/Poste Ita/Ucg 60 201128 | BPERGENERALIPOSTE ITALIANEUNICREDIT |
| 11/08/26 · 17.35 | XS3084812984 | Bar Exp Enel/Eni 60 210828 | ENELENI |
| 11/08/26 · 17.30 | XS3174973779 | Bpa Cc Bami/Ucg/Bmps/Bper 50 221128 | BANCO BPMUNICREDITBANCA MPSBPER |







